The Two Cities - Roberto Cascone in residenza al Villaggio Normann

 


La residenza di Roberto Cascone presso il Villaggio Normann, ospite del collettivo Giuseppefraugallery, si inserisce nel programma dedicato alla ricerca artistica sul territorio e alle pratiche relazionali che caratterizzano il percorso della Scuola Civica d'Arte Contemporanea. Intitolato The Two Cities, il progetto prende forma come un'indagine sul rapporto tra esperienza, attraversamento urbano e costruzione dello sguardo, mettendo in relazione la città di provenienza dell'artista con il contesto del Sulcis-Iglesiente.

La ricerca di Cascone si sviluppa da tempo attorno a dispositivi di natura relazionale, nei quali l'opera coincide con l'attivazione di situazioni di incontro, negoziazione e partecipazione. Più che costruire semplici occasioni di coinvolgimento del pubblico, l'artista mette costantemente in discussione il proprio ruolo all'interno del processo, assumendo il corpo, la presenza e la relazione come elementi costitutivi del lavoro. La dimensione partecipativa non viene quindi intesa come metodo o strategia, ma come condizione attraverso cui l'opera prende forma e produce significato.

Questa pratica si colloca in una zona di equilibrio tra rigore concettuale e ironia, dove il dispositivo artistico mantiene una struttura precisa ma lascia costantemente emergere elementi di imprevedibilità. È proprio in questa oscillazione che il lavoro di Cascone mette in discussione i codici della rappresentazione e della fruizione, interrogando il modo in cui costruiamo la nostra esperienza dei luoghi e delle immagini.

Durante la permanenza al Villaggio Normann, l'artista realizza una serie di fotografie digitali dedicate alla città in cui vive e opera, presentandole all'interno della residenza in un rapporto di reciproco rispecchiamento con il territorio che lo ospita. The Two Cities non propone un confronto tra due paesaggi distinti, ma costruisce un dialogo tra differenti esperienze dell'abitare, mettendo in relazione luoghi geograficamente lontani attraverso la pratica dello sguardo.

Le immagini nascono da lunghe derive urbane, percorse senza un itinerario prestabilito, durante le quali la fotografia assume la forma di uno strumento di ascolto e di attraversamento del contesto. L'impianto visivo conserva apparentemente i caratteri della fotografia documentaria, ma se ne allontana nel momento in cui il processo di osservazione viene sostituito da una relazione empatica con ciò che viene fotografato. Il soggetto dell'immagine non è mai ridotto a semplice elemento da registrare, ma partecipa alla costruzione di una relazione che coinvolge simultaneamente luogo, autore e osservatore.

In questa prospettiva, la fotografia non restituisce una descrizione oggettiva della realtà, ma diventa la traccia di un'esperienza vissuta. L'artista entra a far parte dell'immagine non attraverso la propria presenza fisica, bensì mediante la qualità dello sguardo e la disposizione emotiva che accompagna il momento dello scatto. Ogni fotografia assume così il carattere di un autoritratto implicito, nel quale il paesaggio riflette, insieme al luogo osservato, anche il modo in cui esso viene abitato e percepito.

Viene meno, di conseguenza, ogni gerarchia estetica fondata sulla distinzione tra ciò che merita di essere fotografato e ciò che dovrebbe rimanere invisibile. Le categorie di "bello" e "brutto" perdono progressivamente consistenza, lasciando spazio a una pratica dello sguardo che sospende il giudizio per concentrarsi sulle relazioni che emergono dall'incontro con il territorio. Ciò che interessa non è la costruzione di un'immagine esemplare, ma il processo attraverso cui essa prende forma e la rete di percezioni, memorie e affetti che continua a custodire.

Presentato nel contesto del Villaggio Normann, The Two Cities assume così il valore di una riflessione sul paesaggio come esperienza condivisa. Le fotografie non documentano semplicemente un luogo, ma rendono visibile il modo in cui ogni territorio viene continuamente costruito attraverso pratiche di attraversamento, di osservazione e di relazione. In questo senso, il progetto conferma una delle linee di ricerca che attraversano il programma di residenze della Scuola Civica d'Arte Contemporanea: concepire l'arte come pratica capace di produrre conoscenza a partire dall'incontro tra persone, luoghi e immaginari, trasformando la residenza in uno spazio di ricerca situata e di confronto con le specificità del territorio.





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