Il Villaggio Normann


 Foto Eleonora Di Marino © Giuseppefraugallery

Il villaggio Normann prende il nome dall’ingegnere minerario Edward Normann, direttore della miniera di San Giovanni tra il 1867 e il 1881 e scopritore dell’omonimo giacimento. Costruito tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento dalla Gonnesa Mining Company Ltd, nacque come insediamento destinato a uffici, magazzini e residenze per dirigenti e impiegati, mentre gli operai erano alloggiati nei vicini villaggi minerari. 

Con il trasferimento delle attività produttive, gli edifici furono trasformati in abitazioni e il villaggio si dotò di servizi come scuola e caserma dei Carabinieri. 

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Oggi Normann è una frazione del Comune di Gonnesa e rappresenta un significativo esempio di archeologia industriale, con edifici storici come Villa Stefani, la chiesa di San Giovanni Battista, la foresteria, lo spaccio e il circolo impiegati. Situato a 180 metri sul livello del mare, conserva una suggestiva vista sul Golfo del Leone ed è abitato da una ventina di famiglie.


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Villa Stefani


Costruita dalla società mineraria Pertusola Limited nei primi decenni del Novecento prende il nome dagli ultimi due direttori della società, Pietro Stefani e suo figlio Enrico. Voluta da Lord Thomas Alnutt Brassey, amministratore delegato della Pertusola Ltd, la villa richiama lo stile delle residenze aristocratiche del Nord Europa, con un'architettura tipicamente anglosassone.

L'edificio rappresenta il prestigio riservato ai dirigenti delle miniere, riflettendo la netta distinzione sociale tra dirigenti, impiegati e operai nei villaggi minerari dell'epoca. Situata nel villaggio minerario di Normann, in posizione panoramica sul Golfo del Leone, la villa si sviluppa su due piani più una mansarda, con pianta quadrata, tetto caratterizzato da numerosi comignoli in mattoni e due ingressi, principale e di servizio.


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Spaccio o Dopolavoro impiegati

L’edificio, situato all’ingresso del Villaggio Normann e ben inserito nel paesaggio, risale agli inizi del Novecento e ha subito nel tempo modifiche e ampliamenti. 

Si sviluppa su più livelli, adattandosi alla pendenza del terreno, ed è costituito da due corpi di fabbrica affiancati. L’ex spaccio/cantina presenta prospetti lineari con finestre ad arco, infissi in legno di pregio e murature in pietra locale intonacata, rinforzate con elementi in laterizio. Il tetto originario, in legno con tegole marsigliesi, è oggi completamente crollato. 

L’immobile è di proprietà pubblica di IGEA S.p.A. e può essere trasferito gratuitamente al Comune di Gonnesa o al Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna secondo la normativa regionale.

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Il Belvedere

Dal villaggio di Normann, una breve strada sterrata di circa 400 metri conduce al belvedere, attraversando un bosco di pini e lecci. 
Lungo il percorso si osservano gli ex alloggi degli impiegati scapoli e il serbatoio dell’acqua potabile, decorato dal murale L’Erbario di Normann. Il belvedere offre un ampio panorama sul Golfo del Leone, sulla palude di Sa Masa, sulle falesie del Monte San Giovanni e sulle alture che si estendono verso Iglesias.

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La chiesa di San Giovanni Battista, costruita nel primo ventennio del Novecento all’ingresso del Villaggio minerario Normann, sorge nell’area precedentemente occupata da una macchina a vapore utilizzata per l’estrazione mineraria.

L’edificio, a pianta rettangolare e con campanile a vela, ospitava al piano terra l’oratorio e al primo piano la chiesa, raggiungibile tramite una scala esterna. Officiata dal 1920 fino alla metà degli anni Settanta, fu abbandonata con il declino dell’attività mineraria; oggi restano solo le mura perimetrali, mentre il tetto e il solaio sono crollati. Di proprietà pubblica (IGEA S.p.A.), rappresenta un significativo esempio di chiesa di miniera, realizzata per servire le comunità dei villaggi minerari lontani dai centri abitati.

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