Reality performance / Ufficio Elettorale al Villaggio Normann




Con lo slogan «Volevate i giovani? Ecco i giovanissimi», gli artisti e le artiste under 21 del collettivo Giuseppefraugallery si candidano nelle liste di Sinistra Ecologia Libertà alle elezioni amministrative per il Comune di Iglesias e per la Provincia. L'operazione non si configura come una parodia della politica, ma come una vera e propria reality performance: un progetto che assume le forme, i linguaggi e i dispositivi della competizione elettorale per trasformarli in uno spazio di sperimentazione artistica, critica e sociale.

Più che rappresentare la politica dall'esterno, il collettivo sceglie di abitarne temporaneamente le strutture, verificando quali possibilità possano aprirsi quando la pratica artistica entra direttamente nei processi della rappresentanza democratica. Candidature, programmi, campagne di comunicazione, incontri pubblici e organizzazione territoriale diventano così la materia stessa dell'opera, collocando il progetto all'incrocio tra performance, arte pubblica, attivismo e critica istituzionale.

I candidati presentano un programma politico elaborato insieme a un gruppo di giovani ricercatori — in larga parte sardi e attivi in alcune delle principali università europee — che affronta in maniera trasversale le questioni economiche, ambientali e sociali del Sulcis-Iglesiente. La lista comunale viene presentata in ordine alfabetico, mentre per le elezioni provinciali vengono assegnati collegi specifici tra Domusnovas, Villamassargia e l'area di Monteponi, via Cattaneo, Nebida, Masua e Bindua, quest'ultima già coinvolta, insieme a Cherimus, in alcune delle azioni di Est'Arte Iglesiente. Anche la geografia elettorale diventa parte integrante del dispositivo performativo, trasformando il territorio in uno spazio di intervento artistico e politico.

Per l'occasione, la sede della Giuseppefraugallery al Villaggio Normann viene trasformata in un vero e proprio Ufficio Elettorale, concepito contemporaneamente come quartier generale operativo, spazio espositivo e laboratorio di produzione culturale. Al suo interno prendono forma manifesti, volantini, programmi, fotografie, video e materiali d'archivio che documentano in tempo reale tutte le fasi della campagna, facendo della comunicazione politica un'opera in progress nella quale ricerca artistica e attivazione sociale si sovrappongono.

Dall'Ufficio Elettorale vengono inoltre concepite una serie di azioni performative sul territorio, tra cui il tentativo simbolico di demolizione di un ecomostro nella frazione di Bindua e la proposta di trasportare i fanghi rossi della discarica mineraria di Monteponi fino al centro della città di Iglesias. Più che azioni dimostrative, questi interventi utilizzano il linguaggio della performance per rendere visibili alcune delle principali criticità ambientali del territorio, trasformando problemi normalmente relegati ai margini del dibattito pubblico in immagini capaci di attivare confronto e consapevolezza.

Al centro del programma politico compare una proposta destinata a costituire il nucleo teorico dell'intero progetto: l'istituzione di un Distretto Culturale Evoluto per il Sulcis-Iglesiente. La cultura viene riconosciuta come infrastruttura dello sviluppo economico, della sostenibilità ambientale e della coesione sociale, superando una visione che la relega a settore accessorio delle politiche pubbliche. In un territorio segnato dalla crisi del modello minerario e industriale, la produzione culturale viene invece proposta come motore di nuove economie, ricerca, innovazione e rigenerazione territoriale.

Questa visione immagina un'apertura strutturale ai linguaggi dell'arte contemporanea, il sostegno ai programmi di residenza, la diffusione delle pratiche culturali nello spazio urbano e la costruzione di processi di riqualificazione fondati sulla collaborazione tra artisti, istituzioni, università, imprese e comunità locali. In questa prospettiva, la città diventa un laboratorio permanente di produzione culturale, capace di dialogare con le reti internazionali della ricerca artistica senza rinunciare al proprio radicamento territoriale.

Tra le proposte più significative figura inoltre la trasformazione dell'Assessorato alla Cultura in un Assessorato alla Cultura e alla Contemporaneità, dotato di competenze analoghe a quelle delle attività produttive. Un gesto insieme simbolico e programmatico che rivendica per la cultura un ruolo strutturale nelle strategie di governo e nelle politiche di sviluppo del territorio.

La mostra Ufficio Elettorale nasce da questa esperienza e ne restituisce criticamente il processo. L'esposizione non documenta semplicemente una performance, ma rende visibili documenti, materiali di campagna, dispositivi comunicativi e strumenti di lavoro che hanno accompagnato l'intervento, trasformando il processo elettorale stesso in oggetto di riflessione. L'opera coincide con il suo farsi: un insieme di relazioni, decisioni, conflitti e negoziazioni che mettono in discussione le tradizionali separazioni tra produzione simbolica e azione istituzionale.

Più che appropriarsi del linguaggio della politica, Ufficio Elettorale ne attraversa temporaneamente i dispositivi per interrogare il ruolo dell'arte contemporanea all'interno dei processi democratici. Il progetto verifica fino a che punto una pratica artistica possa incidere sul dibattito pubblico, ridefinire gli immaginari collettivi e contribuire alla costruzione di nuove forme di relazione tra cultura, amministrazione e cittadinanza. In questo senso, l'opera non coincide con un oggetto esposto, ma con un processo di partecipazione che assume il territorio come proprio spazio di ricerca e la politica come materiale critico, anticipando temi che negli anni successivi sarebbero diventati centrali nel dibattito sulle politiche culturali e sulla rigenerazione dei territori.











Pino Giampà e Giorgio Viganò



Cristian Frosi, Diego Perrone, Eleonora Di Marino

Cristian Frosi, Diego Perrone, Eleonora Di Marino, Paolo Carta, Alessandro Biggio
Giulia Casula, Pino Giampà
 Diego Perrone, Giorgio Viganò, Eleonora Di Marino, Giulia Casula




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